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CULTURA
23 maggio 2012
...e si comincia, alla grande
Il primo pezzo della rubrica e già così tanti argomenti ma si sa qwuando su QELSI iniziano è difficile trattenere le risate.

 1. Il Movimento 5 Stelle non fa in tempo a vincere i ballottaggi che già è stato raggiunto con tre (dico ben tre) schizzate di fango tutte a firma dei mitici e inimitabili Riccardo Ghezzi e Silvia QELSI che nei loro articoli (di cui uno copiato da Libero)L'ipocrisia dei grillini: coi soldi pubblici finanziano amici trombati alle elezioni e No Tav;Smascherata anche l’ultima bugia: i grillini prendono soldi pubblici;Dopo la denuncia di Qelsi, i grillini piemontesi non pubblicano più le loro buste paga, vorrebbero in qualche modo offuscare una vittoria lapalissiana a fronte di un default totale del Pdl e della Lega Nord. In primo luogo perché quello che vorrebero dire questi due è che il movimento non deve prendere un soldo dallo Stato, nemmeno per il gruppo consiliare  e che Grillo lo aveva promesso. Beppe Grillo ha detto sempre, in ogni suo post nel blog che il movimento 5 stelle non avrebbe preso rimborsi. "Rimborsi" non soldi pubblici. Gli autori di QELSI che notoriamente non capiscono la differenza tra vittime di mafia e collusi con la mafia  hanno preso la parola "rimborsi" e l'hanno gettata nel mucchio con tutto il resto, giusto per rivendicare il loro "non capisco una mazza ma scrivo lo stesso". Nel blog è intervenuto persino il consigliere regionale Davide Bono per rispondere alle accuse mosse da Ghezzi, spiegando che nelle buste paga non è possibile rinvenire lo stipendio effettivo che risulta solo dal conto corrente personale e dai conto corrente dei progetti, e indicando il sito della regione ove è possibile consultare le buste paga base per tutti i consiglieri regionali. Ghezzi si è fermato? No, anzi ha insistito affermando:"Il problema è che quando si fa demagogia o si fanno promesse che non si mantengono, non ci si può lamentare se qualcuno lo scrive. Chi è causa del suo male pianga se stesso"......

2. E poi c'è chi rosica da matti per la sconfitta del centro-destra. Caelsius Mars, la studentessa liceale, autrice di pezzi del calibro diLa Magistratura italiana vara leggi e riconosce i matrimoni gay. Ora il Parlamento può chiudereChi fermerà, e quando, il “compagno partigiano” Antonio Ingroia?  Da una settimana scrive articoli del tipo Amministrative 2012, le elezioni che tutti hanno persoSindaco di Palermo, la faida per le poltrone nata nell’IdV ed estesa a tutta la sinistra. Non ce la fa, il fatto che l'Italia dei Valori si sia presa Palermo con una maggioranza di 30 consiglieri su 50, è stato un trauma troppo forte, secondo l'insigne blogger infatti "nella vicenda Orlando [l'italia dei Valori] ha perso la faccia, dimostra di essere gestita con criteri improntati a quell’oscuro assolutismo con i quali si propone di governare l’Italia e che si è fatta ingenuamente raggirare da un avvocaticchio, un maneggione dotato di nessuna capacità politica come Orlando che è passato sopra, scavalcandoli, ad “integerrimi magistrati” tanto sprovveduti quanto giustizialisti." A parte il fatto che se fosse così Orlando non si sarebbe nemmeno candidato, perché il partito è presieduto da Di Pietro e già nel 2007 Orlando era stato sconfitto alle elezioni amministrative contro Cammarata, ragion per cui "l'oscuro assolutista" che è incarnato in Di Pietro (a sua insaputa) avrebbe detto no, invece Orlando è stato tranquillamente candidato. Certo, è anche vero che avrebbero potuto evitare di cacciare Ferrandelli ma visti i risvolti politici nel Pd siciliano che sulla candidatura del trentenne giocava l'alleanza con l'MPA, non è stato un gesto proprio avventato. Discutibile, sicuramente, ma avventato no. Ma per fare questo ragionamento occorre sapere cosa accade a Palermo, requisito che "Caelsius Mars" non ha.

3. E poi c'è questo:Dopo di te nessuno più ed è un miracolo che non si riferisca a Hitler. Un exploit moderato, diciamo. No comment.
politica interna
15 maggio 2012
Antipolitica al sapore di melone
Dalle indiscrezione che girano sul web emergono due notizie: 

1) il ddl anti-corruzione va a rilento 
2)la seduta pomeridiana che doveva decidere sul dimezzamento dei rimborsi è andata quasi deserta, presenti solo 20 deputati.

Ma non vi vergognate? 
Dalla data del primo turno alle amministrative rompete le balle con l'anti-politica di Grillo e poi quelli che fanno vera anti-politica siedono in Parlamento, fanno ostruzionismo per non far approvare un provvedimento che aspettiamo dal 1999, perchè basterebbe ratificare il Trattato Europeo sulla corruzione e si risolverebbero tutti i problemi. Per dimezzare i rimborsi devi cambiare qualche comma ed eliminare la disposizione che li svincola dalla durata della legislatura. Ma ci vuole così tanto? Sono cose che si fanno in un pomeriggio. 

E' dal 2008 che i politici rompono le scatole sui fannulloni che non fanno niente dalla mattina alla sera, ma a ben vedere i fannulloni sono loro. Il Parlamento si riunisce tre giorni a settimana, le sedute durano 3-4 ore e lo Stato paga i parlamentari uno stipendio base di 11.000 euro al mese a cui devono sommarsi altri 5.000 euro di benefit fra treni, aerei, cinema, "rapporti con i cittadini", ricariche telefoniche, rimborsi viaggio. Intanto nel resto del Paese il Pil crolla, lo spread torna a crescere, la gente normale lavora 5 giorni a settimana a 8 ore al giorno quando va bene e 6 giorni a settimana a 11 ore al giorno quando va male.

Della legge elettorale nessuna notizia. Risulta dispersa.

Io lo scrivo: sicuramente non leggerete mai questo post, ma se non cambiate la legge elettorale, la legge sui rimborsi e le leggi sulla corruzione, nel 2013 ve la facciamo sapere di melone.

12 maggio 2012
M5S - giusto per far capire di cosa stiamo parlando e per confermare il post di ieri

Dal sito del M5S di Cosenza

"Ciao a tutti

Stiamo ricevendo un sacco di Mail da tutta la Calabria e ne stiamo sentendo di tutti i colori , quindi vorrei mettere in chiaro chi e' e che cos'è il Movimento 5 Stelle visto che quasi tutte le persone che ci hanno contattato non hanno le idee ben chiare ed in alcuni casi a loro insaputa . Quindi usero' un post di un nostro amico/attivista della Lombardia Vito Crimi che mi sembra molto esplicativo :

Sono decine e decine le richieste di contatto, collaborazione, apertura sezioni (addirittura qualcuno che mi chiede l'apertura di una sezione "in esclusiva"), altri mandano curriculum per confermare la loro professionalità, altri si presentano subito con il loro titolo professionale o competenza... richiesta di tesseramento, iscrizione.... oggi che il movimento 5 stelle è un BRAND con potenziale elettorale fioccano le richieste di adesione...
A tutti quanti vorrei dire solamente che questo non è un ufficio di collocamento per la politica....
La tentazione di dare delle rispostacce è forte, la tentazione di chiedere "ma scusa fino a ieri dov'eri, per chi votavi, è da 7 anni che ci facciamo un culo per le strade e ci avete ignorato, organizzato incontri bellissimi con esperti, battaglie sul territorio, tutto nell'ignoranza totale"... ma mi fermo.

Sono convinto che tra tutte queste persone ci sono persone valide che hanno deciso di prendere la pillola blu... che hanno aperto gli occhi e che con sincerità potranno contribuire. A tutte queste persone ricordo ancora una volta che NON CERCHIAMO CANDIDATI ma CITTADINI ATTIVI... questo deve essere chiaro.... chiaro... chiaro... e riporto quanto ho già scritto in un precedente post:

Il MoVimento 5 Stelle non ha una struttura in sezioni, circoli e neanche tessere, non ha direttivi o segreterie, è un movimento liquido e l'unico punto di riferimento certo è il blog beppegrillo.it.
Il MoVimento 5 Stelle non è neanche un ufficio di collocamento per disoccupati della politica o per chi cerca una prima occupazione in politica, non si assegnano poltrone.
La formazione di una lista civica, o la candidatura in una lista del MoVimento non è l'obiettivo e neanche il punto di partenza, la candidatura è solo uno dei tanti strumenti che possiamo utilizzare per migliorare questo paese.
Il contributo che ogni cittadino può dare al MoVimento è la propria "intelligenza", l'intelligenza di ciascuno di noi è l'ultima risorsa che ci rimane per uscire da questa crisi, economica e sociale, ma l'intelligenza del singolo non basta, serve un'intelligenza collettiva.
Il MoVimento si propone come canale attraverso il quale cittadini consapevoli mettono in rete le proprie energie, le proprie intelligenze, le proprie esperienze, culture, idee, proposte.
Nel MoVimento 5 Stelle non si entra, nel MoVimento 5 Stelle ci sei già dentro nel momento in cui decidi di non delegare più ai dirigenti dei partiti le scelte strategiche e amministrative.
Chiunque vuol dare il suo contributo dovrebbe come prima cosa informarsi capire quali sono gli assiomi che stanno alla base del MoVimento pensiero leggendo il NON STATUTO, la Carta di Firenze e il programma 2.0.
Non è sufficiente mandarci le vostre idee e proposte chiedendoci di metterle in atto, è necessario che ogni proposta o idea sia accompagnata dalla vostra disponibilità ad essere i primi ad attivarsi perché possa essere applicata.
I cittadini a 5 stelle insieme si informano in rete cercando di bypassare i media tradizionali, tradizionalmente asserviti al potere temporaneo, cercando la fonte delle notizie, formandosi un pensiero personale e approfondiscono, studiano, guardano alle esperienze positive di altre amministrazioni italiane e non solo.
I cittadini a 5 stelle attivano le proprie capacità intellettive e di analisi e le mettono in rete con altri cittadini.
Sembra difficile, ma in realtà è semplicissimo, basta essere "VIVI" nell'accezione più bella di questo aggettivo.
Quindi cercatori di poltrone, trombati che cercate di riposizionarvi, professionisti della politica, sappiate che non cerchiamo candidati, ma cittadini attivi, cittadini a 5 stelle, che vogliono riappropriarsi della facoltà di poter decidere del proprio futuro.
Il futuro è adesso... non restiamo a guardare.
Loro non avrebbero voluto mollare, ma loro malgrado lo stanno già facendo!

Di Vito Crimi

Se qualcuno non e' d'accordo con questi concetti , mi dispiace , ma il Movimento 5 Stelle non fa per voi . I Partiti vi aspettano a braccia aperte."

Questo serve per ribadire e confermare il concetto postato ieri. 

Il Movimento 5 Stelle non è un partito ma fa ugualmente politica e non essendo un partito, non piazza gente nelle partecipate municipali, provinciali, regionali e statali. Rassegnatevi. Quella cosa nel Movimento non esiste, grazie a Dio.

Poi ci Sono altre 3 regolette: 

Primo,non si prendono rimborsi elettorali.

Secondo, si va sempre da soli, cioè non ci si allea con nessuno.

Terzo,non si creano associazioni.
Questa terza regola significa che i i componenti del movimenti non possono creare un'associazione perché questa avrebbe un presidente, un segretario, un tesoriere e risprodurerrebbe lo schema del partito.




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11 maggio 2012
Il suicidio del conformismo
Il Pdl è crollato, la Lega lo sta seguendo, il Terzo Polo è non pervenuto dappertutto tranne che a Genova e da qualche altra parte, il PD ha tenuto, l'Italia dei Valori si è aggiudicata Palermo con tanti saluti a Cracolici, Lumia, Lombardo e compagnia bella. Il Movimento 5 Stelle è letteralmente esploso. Per chi come me segue il blog di Beppe Grillo e ha visto praticamente tutti gli spettacoli del comico genovese su youtube, niente di nuovo, forse una leggera sorpresa. Tutti gli altri si rosolano nel brodo di cui hanno acceso il fuoco. Anti-politica di qua, populismo di là, demagogia e blablablà. 
Beppe Grillo sono anni che tenta di svegliare questa classe politica anestetizzata (tutta, da destra a sinistra). Prima ci sono state le proposte programmatiche consegnate a Romano Prodi cadute nel nulla, poi le proposte di legge con 350.000 firme raccolte al primo V-Day e anche quelle sono cadute nel nulla, poi si è candidato alle primarie del Partito Democratico e gli hanno impedito persino di farsi la tessera. Perchè gli avete impedito di farsi la tessera e di candidarsi? Evidentemente sapevate che aveva molte chance, sennò la facevate candidare. Invece niente. Grillo sono anni che cerca di cambiare il sistema coinvelgendo i partiti. Ma loro nisba. E ora v'incazzate e lo aggredite per questo risultato? Ma andate a fare in culo.

E ora naturalmente, come succede da sempre in Italia, cercano tutti di salire sul carro del vincitore. A pochi giorni dal voto hanno già cominciato. Gli esponenti del Movimento non sono più degli sfigati esaltati, neofascisti, demagoghui e populisti, ma "ragazzi giovani, che hanno voglia di fare politica" (cit. Salvini, Lega Nord). Filippo Facci addirittura ha scritto su Libero che ha voglia di farsi qualche passeggiata a piedi perché si è accorto che stiamo consumando il pianeta. Così giusto giusto dopo quel 15% nei sondaggi. Ma che casualità! Ci sono voluti solo 10 anni per fargli percepire questa realtà.

Ma questa è gente che leccava il culo alla Lega Nord appena si è aggiudicata il comune di Milano nel 1993, e la Lega è un partito che non è mai andato oltre il 10-12%, figuratevi cosa sono disposti a fare con un movimento che in meno di 3 anni è diventata terza forza politica del Paese. Sono già lì ad accattonare con la lingua che qualcuno del movimento 5 stelle li degni della loro attenzione. Non hanno ancora capito cosa è il Movimento 5 Stelle. Non ci sono leader di partito, non c'è struttura, non ci sono congressi, non c'è un segretario da osannare. Non c'è niente! Sono cittadini comuni! Fanno al massimo 2 mandati e poi tornano a casa e se non tornano a casa sono fuori dalle liste! Non c'è niente da leccare! Rassegnatevi!

E poi ci sono gli elettori del centro-destra che scappano, che sono sfiduciati, che non credono più nel Pdl, in Alfano. Dicono che sono tutti uguali, che rubano tutti, ecc ecc ecc... Eppure quando Berlinguer sollevava la questione morale non gli davano retta perché "era comunista", quando Di Pietro urlava contro la corruzione lo prendevano per il culo. Perché vi sorprendete cari miei? Avete votato la merda? Vi siete mangiati la merda e l'avete fatta mangiare anche a chi non aveva votato il Pdl, visto che Berlusconi ha vinto le elezioni nel 2008. Di cosa vi lamentate?
Ora è arrivato - anzi, le televisioni parlano di - Beppe Grillo. Sono anni che parla di ambiente, salute, energia alternativa e sfotte i politici. Ora che è saltato fuori il discorso della Casta politica è, giustamente, esploso. Vi siete accorti di lui. Vi siete accorti che dice cose giuste, facilmente comprensibili. 

Chissà chi voterà tutta questa gente...

Ebbene, cari miei. Votatelo, votatelo tutti. A che servono Alfano, Bossi, Casini e Fini? Votate il Movimento 5 Stelle. Voi non capite un cazzo, ma almeno mandate in Parlamento gente che non rutta, non va a puttane, non si droga e soprattutta a cui non devi ripetere i concetti 2000 volte ed essere sicuro che non l'abbiano capito lo stesso! 

Usate il vostro stupido conformismo per qualcosa di utile, cazzo, magari è il momento che si estingue.

PS: questo vale solo per i minchioni trinariciuti con la testa di granito che in passato hanno votato Berlusconi e la sua allegra brigata e davanti ai reati e agli scandali sessuali hannoi fatto spallucce. Per gli altri massimo rispetto.
11 maggio 2012
Le idee confuse di Daniela

Avete presente la tipa che considerava la prostituzione una forma di emancipazione e bollava come "ipocrita" il movimento "Se non ora quando?" che scendeva in piazza contro l'idea arcaica di donna che vigeva in Italia? La Daniela?
Ebbene la Daniela è tornata. Rulli di tamburo per un'altra epica minchiata per l'ex sottosegretaria al ministero dell'attuazione del programma mai attuato (immaginate dunque la levatura della personaggia).
La frase è: "Nessuna sconfitta del Pdl, siamo in vantaggio". 
Secondo la statista siliconata infatti bisognerebbe sommare alle percentuali dei voti raggiunte alle amministrative anche le percentuali delle liste civiche. E grazie al cazzo. E allora lo potrebbe fare anche il Partito Democratico. Così siam capaci tutti. Qualcuno dovrebbe spiegare alla signora che il Pdl non è una confederazione di liste ma un partito che redige una lista propria. Se gli elettori votano le altre liste un motivo ci sarà. Tanto più che il Pdl potrebbe mettereb alcuni esponenti delle altre liste nelle proprie per assorbirne i voti, cosa che non ha fatto. Perché? 
PERCHE' IL PDL HA ROTTO IL CAZZO!
Tanto è vero che a Verona, una delle città che lei cita come esempio della vittoria del Pdl, alcuni esponenti sono dovuti uscire dal partito e farsi una lista a parte a sostegno di Tosi e a Pozzallo, in provincia di Ragusa per sostenere l'inciucio con il candidato Roberto Ammatuna (PD) hanno costituito una lista a parte "Popolo dei moderati verso il PPE".
Un vero autentico cervello in fuga, la Santanché. Ti prego cervello della Danielona vieni a prenderti il resto del corpo, così ci risparmi questo strazio.

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7 febbraio 2012
Persecuzione giudiziaria sti cazzi
Sono 17 anni che i politici – di entrambi gli schieramenti – ci tirano la manfrina di un problema politico della giustizia. Perché? Perché 17 anni fa un pool di magistrati ha aperto un’inchiesta che ha mandato in galera buona parte dei politici della Prima Repubblica. Da un iniziale disinteresse al tema questo ha iniziato ad assumere un interesse sempre maggiore dei politici. Il perché è ovvio: se mandano in carcere metà del tuo partito e tu hai ricevuto qualche mazzetta hai paura di essere scoperto. Diciamolo chiaro e tondo, non è un argomento disinteressato quello del tema della giustizia e diciamo che è una balla quella della riforma della giustizia e dei tempi biblici della magistratura, perché prima della Seconda Repubblica, i processi penali avevano una durata media di 4 anni, dall’udienza preliminare alla sentenza della Cassazione. Ora, dopo che questi signori della politica hanno messo mano al codice di procedura, i tempi sono quasi raddoppiati e ancora promettono riforme. Certo che hanno una bella faccia. Hai voglia di parlare di conflitto d’interessi. Se dai il fischietto dell’arbitro ai giocatori, ci sono pochi dubbi su chi vince la partita. È a dir poco irritante che un imputato possa sedersi in Parlamento e cambiarsi la legge penale che gli fa comodo per evitare di farsi condannare. Ma la cosa ancora più irritante è come venga stravolta la storia su Mani Pulite. Pochi lo ricordano ma all’inizio Silvio Berlusconi cavalcava la faccenda di Tangentopoli come se fosse sul surf, urlava contro certa politica che si era arricchita indebitamente, offriva incarichi di governo ai pubblici magistrati che indagavano, faceva addirittura eleggere in Parlamento il magistrato che si occupò delle tangenti rosse. Tutto questo naturalmente prima che le indagini coinvolgessero la Fininvest. Appena Di Pietro ha messo gli occhi sui bilanci della sua società è scoppiato il finimondo, come dire: “Non nel mio giardino” E da allora attacchi diretti prima al pool e poi a Di Pietro, denunce, processi basati sul nulla finiti con il patteggiamento degli accusatori e così via. È stato qualcosa di graduale, alcuni non se ne sono nemmeno accorti, ma a partire dal suo secondo governo è stato un crescendo, con l’istituzione di un’apposita commissione in Parlamento su Mani Pulite, non su Tangentopoli il fenomeno criminale. No, macché, su Mani Pulite, il processo che indagava sul fenomeno criminale. Come se gli imputati si sedessero intorno a un tavolino per accusare i propri accusatori. Per farci un’idea è come se nel processo in cui siamo accusati di omicidio, ci rivolgiamo al giudice e chiediamo l’incriminazione del Pubblico Ministero di essere prevenuto nei nostri confronti e che in fin dei conti abbiamo solo ucciso una persona, che sarà mai! È esattamente quello che accaduto.
La cosa più ridicola è stata l’accusa a Di Pietro e al pool di essere comunista, come se indagare fosse una questione di parte. Il PM non indaga più perché la Costituzione lo obbliga in tal senso ma perché un partito gli fa antipatia e quindi comincia a buttare in galera un paio di politici a caso e poi formula le accuse, così, tanto per vedere l’effetto che fa. Ridicolo. Un argomento ridicolo. La cosa peggiore è che la gente ci crede. Cioè la gente crede che 20 anni fa Antonio Di Pietro fosse organico al PDS ed emanasse avvisi di garanzia così, ad occhio. “Quello dirige la metropolitana milanese in quota socialista, arrestiamolo và”, “L’amministratore del Trivulzio ha la faccia da stronzo arrestiamo anche lui”. Semplicemente follia. Però se te lo dice la televisione deve essere vero, no? Figurati se la televisione ti racconta una balla, che motivo ci sarebbe. È stata una roba così, strisciante. È dopo 20 anni dallo scoppio dalla scoperta di Tangentopoli ci ritroviamo a diffidare del sistema giudiziario. Obbiettività zero. Ma la gente non li legge i giornali? Non lo sa che sul finire della Prima Repubblica ci costava cinque miliardi di euro e ora, dopo che tutti questi politicanti – alcuni dei quali addirittura imputati o indagati – hanno  fatto scempio del ricordo di un momento di legalità la corruzione è aumentata di dodici volte? Scusate ma era la magistratura di allora a essere di parte e comunista oppure quelli lì, che stavano alla sbarra, a essere colpevoli di corruzione e di violazione della legge sul finanziamento ai partiti?
Dico, ma come si fa, dopo vent’anni a parlare di Craxi come un eroe, dopo quello che si è scoperto di lui. Dicono, non poteva sapere? Ma cosa non poteva sapere? È pure scappato in Tunisia, è morto in latitanza, regalava case ed emittenti televisive con i soldi che sgraffignava, e non poteva sapere? Ma cosa doveva fare per sapere? Doveva tenere la contabilità incolonnata con la scritta “mazzette”? Doveva girare con la mascherina da banda bassotti per Milano? Questo qua si è difeso in Parlamento dicendo: “Qua rubiamo tutti”. Avrebbe potuto dire migliaia di cose. Poteva dire: “Non ne so niente”; “Non sono io a gestire la cassa del PSI”; “Quel giorno avevo il gomito del tennista, il ginocchio della lavandaia, la gotta, un attacco di cecità fulminate per cui non capivo che mi mettevano la busta con i soldi in mano”. Poteva dire di tutto. No, ha detto che rubavano tutti. Alla faccia del “non poteva sapere”. E la Camera per giunta negò ai magistrati l’autorizzazione a procedere. Che classe.
Si registrano voltafaccia straordinari. Se qualcuno non è stato ancora lobotomizzato completamente da questa sottospecie d’informazione con le ginocchia sui ceci, modello Fantozzi, potrebbe avrebbe la memoria, e lo stomaco, per ricordare che la Lega alzava il cappio nelle aule del Parlamento, La Russa e Gasparri facevano le magliette dedicate a Di Pietro, Giovanardi pregava Di Pietro di depurare la DC da tutti gli elementi impuri che gettavano ombre oscure sul partito.
E ora? Tutti a parlare di magistratura politicizzata, di fantomatici complotti dei comunisti per prendere il potere in Italia. Mah.
I comunisti non sono nemmeno stati capaci di prendersi il comune di Milano. Piuttosto che farsi governare dal PDS i milanesi nel ’93 hanno eletto sindaco un leghista e nel resto d’Italia le amministrative non sono andate molto meglio. Senza contare che il PDS milanese ha visto condannati sei dirigenti: Primo Greganti, Sergio Soave, Epifanio Licalzi, Gianni Cervetti, Luigi Carnevale e Roberto Cappellini. Però tutti a parlare di congiura comunista.
Che fegato. Il nostro.

politica interna
29 gennaio 2012
Oscar Luigi Scalfaro
E' morto stamattina Oscar Luigi Scalfaro.
Presidente della Repubblica tra il 1992 e il 1999, durante il settennato più turbolento della storia repubblicana. Furono quelli gli anni della strage di Capaci, dello scoppio di Tangentopoli, del primo governo Berlusconi, della transizione dalla Prima alla Seconda Repubblica, dell'entrata dell'Italia nell'Euro ad opera di Prodi. Di Scalfaro ricordiamo il discorso alla Nazione durante il quale pronunciò quella famosa frase, poi rimasta celebre: "Io non ci sto" riferito alle accuse che gli venivano mosse riguardo ai 100 milioni che avrebbe percepito mensilmente dai fondi del SISDE. Accuse che poi si rivelarono infondate e portarono alla condanna dei dirigenti del SISDE che le avevano mosse. Di Scalfaro si ricordano molte cose, si ricordano l'episodio del prendisole del 1950 in un ristorante di Roma, la richiesta di condanna a morte nei confronti di militanti fascisti   (unica pena prevista dal codice penale di guerra). Da sempre antifascista e anticomunista, si schierò nell'ala destra della DC, nella corrente di Scelba e trovò conforto nella corrente andreottiana del partito quando si propose l'apertura a sinistra (al PCI). Chiamato da Craxi nel 1983 a ricoprire la carica di ministro degli Interni, il suo periodo al Viminale fu scandito da episodi di una certa gravità, come la strage del Rapido 904, l'omicidio di Enzo Tarantelli ad opera delle Brigate Rosse e il tentato omicidio ad opera della Mafia nei confronti del giudice Carlo Palermo.
Si possono dire molte cose di Scalfaro, ma non certo che nella svolgimento della sua attività presidenziale si comportò in maniera faziosa, come spesso si sente dai meandri neuronali di certa pseudo-destra italiana. Garante integerrimo della Costituzione, fu colui che negò il Dicastero della Giustizia a Previti, colui che permise a Dini di instaurare il secondo governo della dodicesima legislatura e di curare il periodo di transazione alle elezioni del 1996.
Non sorprende il fatto che negli ambienti berlusconiani Scalfaro è stato visto come un sinistrato, paracomunista, bolscevico, rivoluzionario e tutte questa masnada di balle. In fin dei conti, quale presidente della Repubblica negli ultimi 17 anni è stato visto di buon occhio dai governi di Berlusconi? A partire da Scalfaro, proseguendo per Ciampi e Napolitano, i Capi dello Sato sono sempre visti come oppositori di sinistra, per il semplice fatto che operano la funzione di garanti della Costituzione quando le leggi passano dalle Camere alla loro scrivania. Da Scalfaro che dà il mandato a Dini per costituire il governo a Napolitano che dà il mandato a Monti, passando da Ciampi contestato addirittura in Europarlamento da deputati leghisti della "levatura culturale" di Borghezio. Si sà, a questi il controllo non piace. Non piacciono i paletti, non piacciono le regole, non piace sottostare. Avrebbero detto la stessa cosa se Almirante, ancora vivo, fosse assurto al Quirinale. Ogni "no" è comunista, ogni "sì" è "segno di distensione" e di "terzietà". Lo abbiamo visto con il passaggio del Lodo Alfano nel 2008, lo abbiamo visto con il caso della Englaro.
Quindi, come al solito, se sentite qualche dottore "moderato" che inveisce contro la morte del "comunista" Scalfaro, mi raccomando, supercazzola a palla e pernacchie a gogò.
CULTURA
7 dicembre 2011
Fare il proprio lavoro
C'è gente che non impara mai a stare zitta.
Mi riferisco alle polemiche che escono fuori quando si parla di professionisti che vengono remunerati per il proprio lavoro. Parlo di Travaglio, Santoro, Benigni, Vecchioni, Luttazzi, Saviano, Sabina Guzzanti ecc.. Ogni volta che viene citato uno di questi giornalisti, comici, cantanti, attori, scrittori ecc... viene tirato fuori il solito argomento "Ma quello guadagna un sacco di soldi, Travaglio prende le parti della Fiom ma guadagna un sacco, Santoro viene pagato troppo, Vecchioni viene remunerato troppo, Saviano scrive sulla mafia ma ci guadagna, Sabina ha così tanti soldi che li spreca facendosi truffare, Benigni magna a nostre spese." Ma ce la vogliamo finire? Ma non sono mica dei pinco pallini che vengono messi lì a far cassa dai partiti o hanno una retribuzione fissa. Sono persone che fanno il loro lavoro con passione e riescono. Cos'è, devono essere pagati da fame solo perché hanno successo? Ma che senso ha fare discorsi di questo genere? Se uno fa il suo lavoro ed è capace e meritevole perché i suoi libri vendono un sacco di copie, perché ha vinto dei premi (anche internazionali), perché i suoi programmi fanno un sacco di ascolti, non si capisce il motivo per cui non deve essere pagato quello che merita. L'economia liberale funziona in questo modo: io valgo poco, vengo pagato poco, io valgo tanto, vendo pagato tanto. Ognuno riceve in proporzione della qualità del suo lavoro, e non lo decide lo Stato o qualche commissione parlamentare, lo decide il mercato: il libro di Tizio piace e viene comprato. Il disco di Caio non piace e non viene comprato. Stop. E se l'autore o cantautore guadagna sulle vendite quello è semplicemente il frutto del suo lavoro.  Non c'è nessuna legge che impone di acquistare un determinato prodotto o guardare un determinato programma. Se Benigni viene invitato a Sanremo e riceve un cachet da capogiro vuol dire che è un artista da capogiro (anche perché ha ricevuto un premio nobel).
Questo concetto per cui se uno guadagna tanto facendo il suo lavoro è un arricchito, non solo è sintomo di ignoranza e bigottismo ma è anche contro ogni sistema liberale. Posso capire se Tizio ha il posto fisso, fa un lavoro di qualità zero e viene pagato 15.000 euro al mese, quello sì che è un ladro e un infame che non porta niente alla società. Ma uno Sgarbi che sale in cattedra e urla contro Saviano perché guadagna tanto scrivendo di mafia, a me fa schifo. Che mi rappresenta? Che mi rappresenta un tizio che diffama Caselli sul Giornale e poi, per non incorrere nella condanna, chiede scusa anche a nome del Direttore del Giornale? Che mi rappresenta un Belpietro che gioisce quando Santoro esce fuori dalla Rai e poi stenta a far quadrare i conti del giornale che dirige, mentre l'altro faceva fare al servizio pubblico punti d'ascolto altissimi e ora è di nuovo in onda, come prima, più di prima.
Ma quello che mi sorprende è come attecchiscono questo genere di discorsi. Ma come fa la gente a essere così bigotta a cascare in questi ragionamenti?
Un piacere, la prossima volta che comprate un libro, un album o un film di Tizio, Caio o Sempronio e c'è qualcuno che vi dice che Tizio/Caio/Sempronio si arricchisce sui polli come voi, rispondete semplicemente: <<Vuol dire che merita>>.

N.B: 9 volte su 10 gli ignoranti che fanno le pulci ai guadagni di un artista è Berlusconiano
ECONOMIA
6 dicembre 2011
Più ombre che luci sull'economia secondo QELSI
Ieri è uscito questo articolo fenomenale sul Blog "Questa è la sinistra italiana" (che si definisce d'informazione anti-comunista) che s'intitola "Più ombre che luci: lavoreremo per le banche?" Più ombre che luci? Ma non hanno visto la presentezione fatta in conferenza stampa davanti a decine di giornalisti?
Naturalmente non dice nemmeno una parola sulla manovra che è oggetto dell'articolo (figuriamoci), invece si mette a parlare di "King Giorgio" che c'entra come i capperi a merenda e parla del protagonismo che invece andrebbe riconosciuto a Berlusconi che è pure un soggetto che con la manovra non c'entra un fico secco: non mi pare che Berlusconi sedesse al governo nelle ultime 3 settimane per cui non ha deciso nemmeno una virgola della manovra finanziaria. Di cosa parla l'articolo di questa Caelsius Mars, evidente promessa del giornalismo d'inchiesta (mancata)? Del fatto che se non c'era Berlusconi questo Governo non veniva nemmeno varato. A parte il fatto che Napolitano, appena Berlusconi si è seduto davanti a lui, gli ha comunicato che dopo le sue dimissioni avrebbe dato luogo alle consultazioni. Evidentemente non lo sapeva, forse perché impegnata a scrivere che i comunisti (da estinti) avevano compiuto chissà qule insano gesto, probabilmente Berlinguer all'epoca aveva accoltellato qualche santo in paradiso. Oppure non ha notato che Silvio ha dichiarato su Canale5 e Rai1 che si doveva andare subito alle elezioni è poi è stato ridimensionato dai malpancisti, che ad uscire dal Parlamento senza vitalizio non ci pensavano manco morti. Poi spara la balla: la manovra di novembre è stata approvata al Senato dove Berlusconi aveva la maggioranza assoluta e non alla Camera. Le cose sono due: o sabato 12 novembre aveva la televisione e il computer spento dove tutti abbiamo visto le votazioni alla Camera, oppure (sicuramente) questa non ha assolutamente idea di come funziona un Parlamento. Poi definire il New York Times giornale della sinistra ultracomunista è pure eresia, ma lo sappiamo come sono fatti: appena sono contro Berlusconi diventano comunisti.
Finalmente si mette a parlare di economia, naturalmente senza avere idea di cosa dica questa benedetta manovra. Ed ecco che qua spara la prima tronata: stando alle indiscrezioni di stampa circolate nelle ultime ore, l’impressione è che si tratti di una manovra più orientata ad “accontentare le pressanti richieste dell’Europa”, piuttosto che a creare solidi presupposti per il rilancio dell’economia e dell’occupazione in Itali. Ma và? Ma non era proprio quello su cui premevano i vari Berlusconi, Cicchitto, Sacconi, Alfano ecc...? Non era proprio il presupposto dell'appoggio in Parlamento?
Segue la seconda tronata: nel merito, si deve notare che, mentre gli altri le tasse le tagliano o non le aumentano, a noi viene imposto un eccessivo inasprimento fiscale e tagli di spesa drammatici e queste sono misure che servono solo a regalare euro da bruciare nel falò dello spread. Questa roba l'ha scritta verso le 12 di ieri, mentre in borsa lo spread nel cui falò sarebbero dovuti bruciare tutti questi euro, schizzava giù di 85 punti. Io al loro mi sentirei vagamente preso per il culo però evidentemente loro hanno uno stomaco di ferro. Per quanto riguarda la prima parte, circa l'aumento delle tasse, io vorrei sapere chi le diminuisce. Cita la Germania, eppure in un articolo del 17 novembre Riccardo Ghezzi spiegava che il rapporto tra debito pubblico e pil tedesco ammonta all'83,2% che è alto rispetto alla norma ma è molto più basso del nostro che è circa sul 120%.
Terza tronata: cita delle misure proposte da sé stessa in un articolo del 27 novembre e quali sono queste proposte? 1)Tassare non le persone ma le cose. Qualcuno dovrebbe spiegarle che in Italia non si tassano le persone, al massimo i redditi, e che se propone di tassare le cose sta proponendo una patrimoniale (che loro odiano ma evidentemente non sanno nemmeno cos'è) perché da che mndo e mondo le cose costituiscono il patrimonio. 2)Lo splitting fiscale che consiste nel sommare i redditi dei coniugi e nel dividere la somma in due parti, applicando al risultato l’aliquota corrispondente e raddoppiando l’imposta così calcolata. Il quoziente familiare richiede di sommare i redditi di tutti i componenti il nucleo e di dividere il risultato per un numero di parti, risultante dall’attribuzione di un coefficiente a ciascun componente;sul quoziente così ottenuto (rappresentativo del reddito afferente in media ad ogni unità) si applica
la scala delle aliquote, ottenendo il carico fiscale per unità. Il debito di imposta complessivo si
ottiene moltiplicando il debito d’imposta unitario per la dimensione pesata della famiglia. Ma lo splitting si applica nelle tassazioni sul reddito! Se tassi le cose non puoi applicare lo splitting! 3) Dare a 9 milioni di famiglie un reddito addizionale di 150 € coprendole con l'aumento dell'IVA di due punti, ma un aumento dell'IVA di due punti copre l'emissione da parte dello Stato e non copre i consumi effettuabili dal reddito addizionale con l'aumento dei 2 punti dell'imposta sul valore aggiunto. Se ci vai largo (molto largo) al massimo pareggi, ma a che serve? 4) Introdurre flessibilizzazione contrattuale tipo FIAT: ossia minacciare i dipendenti aumentando le ore di lavoro, riducendo lo stipendio e poi trasferire la produzione come è successo in Sicilia. 5)Defiscalizzare e incentivare le assunzioni a tempo indeterminato come ha fatto Berlusconi: Berlusconi ha defiscalizzato gli straordinari e non ha incentivato un tubo. 6)Creare aree franche governate con una normativa ad hoc quasi da paradiso fiscale. Cioé le aree che si usano per evadere il fisco.
Quarta tronata: "l'ICI è un balzello cervellotico ed iniquo sulla prima casa, mentre sulle seconde, terze ecc. sarebbe controproducente per lo sviluppo del settore immobiliare che ha un indotto largamente ritenuto il motore dell’economia nazionale" L'ICI sulle seconde, terze case ecc... esiste già e non è affatto controproducente visto che il settore immobiliare era in movimento e la cancellazione dell'ICI sulla prima casa non ha accelerato il suo sviluppo. Non è un balzello, si chiama Imposta comunale sugli immobili ed è l'imposta che il cittadino paga per ricevere i servizi del comune ed esiste già in tutta europa.
Quinta tronata: "Ci conviene mettere un’imposta gravosa sui posti barca facendo emigrare la nostra flotta da diporto in Croazia, in Grecia od in Spagna, col relativo taglio di migliaia di posti di lavoro? Conviene questo al Paese leader mondiale per la nautica di lusso che vende a mezzo mondo? Ed i tagli sulla sanità chi colpiscono, le fasce povere o quelle di chi si va a curare a Zurigo o Boston? I veri interventi bisogna farli sugli sprechi, sui costi della politica (86.000 auto blu ci costano 5 mdi € l’anno), sull’evasione fiscale" Non penso proprio che mettere una tassa su un bene privato possa provocare la cancellazione di migliaia di posti di lavoro. Se mi tassano il "posto barca" è perché ho una barca, se sono riuscito a comprarmi una barca vuol dire che riesco a mentenermela, soprattutto se in Italia abbiamo la "nautica di lusso". Dopotutto se c'è gente in Italia che ha tre case e finora ha pagato ICI per due non vedo perché dovrebbe ridursi sul lastrico per pagarsi un benedetto posto barca.  E dove sono questi benedetti tagli alla sanità? Non si sa. E' vero che i veri interventi bisogna farli sugli sprechi della politica, infatti sono state tagliate le giunte i consigli provinciali sono scesi a un massimo di 10 per tutti, le Autorità Garanti hanno visto diminuire i loro membri ma è evidente che non basta. Bisognerebbe fare di più. Se magari non gli rompeste le palle ogni 2 x 3 lo farebbero e si vedrebbero anche i risultati visto che lo spread è piombato giù e piazza affari ieri era a +3%.
In nessuno di queste tronate è saltato fuori il concetto esposto nel titolo: perché lavoreremo per le banche? Non lo spiega.
Vabé visto quello che ha scritto me ne farò una ragione.

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permalink | inviato da To_sow_a il 6/12/2011 alle 3:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
5 dicembre 2011
E Ghedini gira la frittata
Oggi, durante l'udienza preliminare nella quale il gip  Maria Grazia Domanico doveva decidere il rinvio a giudizio per Berlusconi, un Ghedini shock deposita agli atti una sentenza del 28 giugno emessa dalla Corte di Strasburgo. Cosa diceva questa sentenza? Una cosa molto semplice, che è già riconosciuta nel nostro ordinamento, ossia che il diritto d'informare e di essere informati prevale sul segreto istruttorio, principio che è già presente nel nostro codice di procedura penale. La sentenza in questione riguarda una giornalista portoghese che, in un servizio televisivo del 3 giugno 1999, annunciava che all’ex direttore generale della polizia giudiziaria veniva contestato il reato di violazione del segreto istruttorio, mostrando in onda anche l’atto di accusa e un verbale. La Corte di Strasburgo ha accolto il ricorso della cronista, che era stata incriminata nel suo Paese. I giudici si sono richiamati alla “libertà di espressione”, fondamento essenziale “di una società democratica. La stampa svolge un ruolo importante in una società democratica e deve informare il pubblico sui procedimenti giudiziari”.
Cosa c'entra con il reato contestato a Silvio Berlusconi? Una beata mazza. Berlusconi infatti non ha rivelato un segreto istruttorio ma un segreto investigativo. Dove sta la differenza? Semplice: il segreto investigativo copre le indagini fino all'intervento del PM davanti al giudice, quindi mentre il reato si consuma o sta per essere e gli autori del reato non sanno di essere sotto indagini. Il segreto istruttorio viene dopo (o meglio, veniva dopo), cioé nel momento in cui gli autori (o presunti autori) vengono iscritti nel registro degli indagati e nel momento in cui viene inviato l'avviso di garanzia. Da quel momento in poi inizia la fase d'istruzione, che nel nostro ordinamento non è più coperto da segreto dal 1989. Perché? Semplice, per formulare la difesa gli imputati devono sapere di cosa vengono accusati. Tutti gli atti depositati dal PM o dal querelante diventano pubblici, cioé servono a "istruire" il processo e formano prova del fatto contestato. Dal 1989 gli atti depositati in cancelleria dal PM e dalle parti sono pubbliche, cioé le possono conoscere tutti, basta presentarsi in cancelleria e richiederne copia.
Dal punto di vista della sicurezza pubblica dove sta la differenza?
Se qualcuno rende pubblico che c'è un'indagine in corso, i soggetti sotto indagine smettono di fare quello che stavano facendo o lo fanno con maggiori cautele per rendere più difficile agli investigatori il loro lavoro e gli impediscono di raccogliere le prove che occorrono per l'incriminazione. Niente incriminazione, niente reato. Niente reato, niente processo.
Se invece gli atti istruttori vengono resi pubblici dopo l'incriminazione le prove sono già state raccolte, c'è già stata l'incriminazione e l'autore del reato non può più impedire che il processo abbia luogo.
Quindi il voltafaccia di Ghedini serve a poco, visto che la Corte di Strasburgo sancisce una cosa già esistente da noi.

Perché Berlusconi ha rivelato quel segreto? Perché eravamo a natale del 2005, ad aprile c'erano le elezioni, i sondaggi lo davano in calo. Arriva questo signore, tale Roberto Raffaelli - che affittava le apparecchiature ai magistrati -  con i file delle intercettazioni tra Fassino e Consorte. Berlusconi gli promette eterna gratitudine e una settimana dopo le intercettazioni escono sul Giornale. Lui guadagna consensi e alle elezioni l'Unione deve accontentarsi di un pareggio. Niente toglie che quello che hanno detto e fatto i vertici dei Ds sia gravissimo, però se lui fosse rimasto in silenzio invece di preoccuparsi delle elezioni i magistrati avrebbero potuto beccare "i furbetti del quartierino" con le mani nella marmellata. Così si è beccato l'imputazione anche lui, che non c'entrava niente per fare la campagna elettorale. Un genio.
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